Focus

The Bassani Foundation

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Paola Brigaglia has a degree in Philosophy. She is a editorial translator from Finnish. She has translated Nymphs by M. Oikkonen and S. Luhtanen, published by Sperling & Kupfer, the texts of an...

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La Fondazione Giorgio Bassani, la cui sede principale si trova a Codigoro, ma che ha un attivissimo ufficio anche a Ferrara, è stata fondata nel 2002, due anni dopo la scomparsa del grande scrittore. Nato nel 1916 a Bologna da una famiglia ferrarese, Giorgio Bassani frequentò il Liceo Ariosto a Ferrara dal 1926 al 1934. Appassionato di letteratura si iscrisse poi alla facoltà di lettere di Bologna dove riuscì a laurearsi nel 1939, nonostante le leggi razziali emanate l’anno precedente. Nel 1943 fu imprigionato per antifascismo nel carcere di via Piangipane, là dove ora sorge il Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah. Una volta liberato, sposò Valeria Sinigallia e, con l’aiuto di documenti falsi, si trasferì insieme a lei dapprima a Firenze e poi a Roma, dove si stabilì definitivamente. Tuttavia non comprò mai un appartamento a Roma e l’unica casa che sentì come veramente sua fu quella di via Cisterna del Follo 1, a Ferrara, nel cui cortile svettava la magnolia, ispiratrice della celebre poesia sulle leggi razziali. Nonostante l’allontanamento dalla città dove trascorse l’infanzia e la prima giovinezza, Bassani rimase nel suo cuore per sempre un ferrarese. La Fondazione Bassani collabora con il Liceo Ariosto, che a partire dal 1976 ha cambiato sede e non si trova più in quella storica che fu frequentata dall’autore, dove adesso c’è il tribunale. All’interno della scuola vi è un ampio atrio intitolato allo scrittore, nel quale sono esposti un suo ritratto dipinto da S. Guarnieri nel 1999, una targa che ricorda il suo essere stato un allievo del liceo e una vetrina con documenti riguardanti gli anni scolastici di Bassani, tratti dall’Archivio storico della Fondazione. Il Liceo Ariosto ricorda ogni 4 marzo il giorno del compleanno dell’autore con l’organizzazione di incontri e con la presentazione di pubblicazioni realizzate da gruppi di lavoro formati da studenti e insegnanti intorno alla sua figura. La scuola ha infatti istituito, sin dal 1995, la collana dei Quaderni dell’Ariosto «allo scopo di raccogliere e proporre i risultati delle attività di ricerca dei professori e degli studenti», molti dei quali sono stati dedicati all’approfondimento dell’opera bassaniana. All’interno dell’ampio parco del liceo, appartenuto in precedenza al Palazzo Prospero-Sacrati, uno dei palazzi più famosi di Ferrara, citato anche in una poesia di Carducci, sorgono diversi alberi: tra questi vi sono 25 ulivi piantati per ricordare i 25 posti vuoti lasciati nella scuola dopo la promulgazione delle leggi razziali (il preside e 24 studenti, di cui quattro morirono ad Auschwitz) e una magnolia, posta lì per ricordare quella del cortile di Bassani. Nella sede di Codigoro, luogo in cui è in parte ambientato il romanzo L’airone, si trovano lo studio di Bassani, il suo tavolo, la macchina da scrivere, la pipa e gli oggetti quotidiani, nonché la biblioteca contenente i libri che l’hanno formato da studente, alcuni altri ereditati dal padre e dal nonno e i volumi che ha letto e pubblicato durante la sua vita. Negli uffici ferraresi della Fondazione, ospitati dallo IUSS (Istituto Universitario di Studi Superiori), la cui responsabile è la professoressa Silvana Onofri, è conservato un ingente quantitativo di materiale audiovisivo e digitalizzato, tra cui documentari, interviste, filmati e manoscritti. Il lavoro di digitalizzazione è stato svolto grazie alla collaborazione dell’Università degli Studi di Roma La Sapienza, della Sorbona di Parigi e dell’Università di Granada ed è previsto che nei prossimi anni venga portato avanti. Grazie all’iniziativa della Fondazione Giorgio Bassani è stato avviato il lavoro di riedizione delle opere dell’autore non più presenti sul mercato, tra cui le sue poesie. Lo scrittore fu inoltre presidente, per molti anni, dell’associazione per la salvaguardia e la conservazione dell’ambiente e del territorio Italia Nostra. Secondo le sue stesse parole «il patrimonio culturale e naturale è un bene di cui la civiltà tecnologica e industriale, nella quale viviamo, non può fare a meno, se vuole continuare a esistere. La civiltà industriale ha mostrato di sapersi dare un’efficienza; adesso occorre che si dia una “religione”, che sappia cioè contraddire a tutto ciò che tende a trasformare l’uomo in puro consumatore. Il rapporto predatorio con la natura non è più possibile». La Fondazione ha curato, a tal riguardo, la ristampa, aggiornata con alcune integrazioni, del suo libro a tematica ambientalista Italia da salvare, nel quale vi è la testimonianza del suo alacre impegno civile in difesa del patrimonio artistico e naturale del nostro paese. Nel 2016 ricorre il centenario della nascita di Giorgio Bassani. Durante l’anno hanno avuto luogo numerose iniziative organizzate dalla Fondazione, presieduta dalla figlia Paola Bassani. Oltre alla pubblicazione di nuove edizioni aggiornate di opere e interviste, curate da noti studiosi quali Paola Italia e Domenico Scarpa, si sono svolti, e sono tuttora in corso, convegni e mostre sia in Italia che in diversi paesi del mondo. A Ferrara, tra gli altri eventi culturali, è stata allestita lo scorso ottobre una mostra all’interno del Castello Estense, organizzata dal FotoClub Ferrara BFI con la collaborazione del Comitato Scientifico della Fondazione e degli eredi Paola ed Enrico Bassani, che ha affiancato le fotografie di giovani artisti ad alcune poesie dello scrittore, tratte dalle raccolte Storie dei poveri amanti, Te lucis ante, Epitaffio e In gran segreto. La Fondazione assegna inoltre il Premio Roberto Nissim Haggiag, in omaggio al produttore cinematografico morto nel 2009, membro della Fondazione stessa. Il riconoscimento viene assegnato ogni uno o due anni a un’opera di studio sullo scrittore, con «l’intento e il merito di riportare all’attenzione delle giovani generazioni, e non solo, la cura stilistica e l’impegno civile di Giorgio Bassani attraverso le interazioni tra l’opera letteraria e il mondo circostante.»

29 November 2016

  • 29 May 2017

    LV Campiello Prize: the shortlist

    Here’s the shortlist of the LV edition of Campiello Prize: Stefano Massini, Qualcosa sui Lehman (Mondadori) Mauro Covacich, La città interiore (La nave...
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