Focus

I conti col Novecento

Cronache di un secolo

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(Saronno, 1978), scrittore. Ha fatto un dottorato in teoria della letteratura all’Università di Bergamo, dove ha lavorato come ricercatore in Letterature comparate. Ha pubblicato, tra gli altri, Il demone a Beslan (Mondadori,...

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Questo articolo vuole essere una piccola rassegna su un fenomeno che mi pare accomuni alcuni dei titoli più interessanti usciti recentemente nelle librerie italiane: vale a dire la tendenza – se di vera e propria tendenza si può parlare – a fare finalmente i conti narrativamente con il nostro Novecento. La Storia d’Italia, insomma, ripercorsa attraverso storie più o meno grandi, utilizzando personaggi a volte reali e a volte di finzione che, grazie a qualche stratagemma narrativo, attraversano il secolo e vivono in prima persona le due guerre mondiali, il fascismo, il boom economico, gli anni Settanta. E così via. Non mi pare che sia esistita, nella letteratura italiana precedente agli esempi che fornirò, una vocazione tanto enciclopedica: ci sono stati dei tentativi, anche meritevoli, di costruire il “grande romanzo italiano”, ma si è trattato di casi isolati. Solo nell’ultimo mese, invece, i romanzi che sono anche una cronaca di un secolo pubblicati nel nostro Paese sono due. Forse, ora che il Novecento è finito da un pezzo, i tempi sono davvero maturi non solo per analizzarlo, ma anche per osservarlo dall’alto e raccontarlo.

8169TuWWFtLAntonio Pennacchi sta portando avanti da sei anni il suo grande affresco del Novecento italiano: Canale Mussolini è un enorme romanzo tripartito di cui sono state pubblicate finora le prime due parti. Nel 2010, la prima parte, pubblicata da Mondadori, fu un caso letterario: vinse il Premio Strega, entrò in classifica e fu tradottissima: raccontava la storia di una famiglia contadina, i Peruzzi – alter ego letterario dei Pennacchi –, emigrati dal Veneto al basso Lazio. Seguendo le loro vicende, Pennacchi raccontava l’Italia dagli anni Dieci alla Seconda guerra mondiale; nel mezzo, la bonifica dell’Agro pontino, le squadracce fasciste, la vita nei campi, il lavoro, le Colonie. La seconda parte, Canale Mussolini. Parte seconda (Mondadori, 2015), comincia là dove la prima era terminata: nel 1944. Racconta la ricostruzione di un mondo appena distrutto dalla guerra, fa i conti con la dittatura appena caduta, porta il lettore alle soglie della svolta democratica del 1946.

71oEUkBxGuLLa gemella H, romanzo che Giorgio Falco ha pubblicato per Einaudi nel 2014 e con cui ha vinto il Premio Selezione Campiello, racconta la vita della famiglia Hinner, tedeschi emigrati in Italia. Oggi la figlia Hilde, ormai anziana, ripercorre la sua storia famigliare, fatta di compromessi con le dittature nere e di giochi di potere piccoli e grandi, e attraversa gli anni del boom economico e del turismo di massa, fino a giungere a noi.

811N2rdYXcLComincia all’alba del XX secolo la saga dei Crusich, famiglia di origine triestina dietro cui si nasconde – nemmeno troppo – la famiglia dell’autore, Gianfranco Calligarich. Anche La malinconia dei Crusich (Bompiani, 2016) comincia con una migrazione: il patriarca Luigi lascia l’Italia per Corfù, dove prospera nel commercio e ha sei figli. Con l’avvento della Prima guerra mondiale comincia la diaspora della sua famiglia: Calligarich segue ogni figlio e ogni nipote nel corso di tutto il secolo – li racconta quando indossano la camicia nera e vanno in Africa, quando tentano di ricominciare nella Milano del secondo dopoguerra, quando si ritirano sui laghi o quando, costretti di nuovo dalle circostanze a emigrare, scelgono il Sud America – l’ultima frontiera di una famiglia errante, divisa dalla Storia eppure unita dall’amore, e la cui parabola riassume, in modo paradigmatico, tutto il secolo.

71VhtZHQrqLLe cento vite di Nemesio di Marco Rossari (e/o, 2016) racconta invece di un padre e di un figlio: Nemesio, il padre, grande pittore colpito da un ictus il giorno della festa per il suo centesimo compleanno; Nemesio (detto Nemo), il figlio, trent’anni vissuti all’ombra del grande genitore e della sua indifferenza – che fa di tutto per non fare niente e stare il più possibile lontano dall’ombra paterna. La malattia del padre, però, muove qualcosa: di notte, mentre Nemesio giace in un letto d’ospedale, Nemo ne sogna la vita in ordine cronologico. Ed è una vita pazzesca, esemplare: ragazzo del ’99, Nemesio attraversa due guerre, fa la guerra di Spagna, conosce i futuristi, Lombroso, le grandi avanguardie, la cortina di ferro. Il Novecento gli capita: si trova ovunque sia accaduto qualcosa di grande nel corso del secolo, lo vive sulla propria pelle, lo attraversa. È egli stesso l’incarnazione del secolo di cui è stato una delle vette artistiche. Così, con una lingua brillante, comica (sono rari i libri comici in cui si racconta il Novecento), Rossari s’inventa un altro modo di guardare al secolo breve e, soprattutto, di mettervi in scena l’Italia e gli italiani.

 

21 ottobre 2016

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