Interviste

WorldWide Manzoni

Una mostra sulla fortuna dei Promessi Sposi nel mondo. Intervista a Paola Italia.

Di Andrea Tarabbia

(Saronno, 1978), scrittore. Ha fatto un dottorato in teoria della letteratura all’Università di Bergamo, dove ha lavorato come ricercatore in Letterature comparate. Ha pubblicato, tra gli altri, Il demone a Beslan (Mondadori,...

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Paola Italia, insieme a Mauro Novelli e allo staff di Booksinitaly, è la curatrice di WorldWide Manzoni, una mostra sulla fortuna dei Promessi sposi nel mondo che verrà inaugurata martedì 15 novembre alle ore 18 a Milano, presso Casa Manzoni. 

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Il 15 novembre, presso Casa Manzoni, a Milano, si inaugura una mostra particolare, che indaga il successo internazionale dell’opera manzoniana. Ci racconta come è organizzata la mostra e da cosa prende spunto?
Si tratta di una mostra davvero particolare per come è nata e per come si è sviluppata. L’idea di raccontare la fortuna dei Promessi Sposi in Europa e nel mondo è venuta infatti da uno studio di Mariarosa Bricchi pubblicato nel 2012 nell’Atlante della Letteratura Italiana Einaudi. Partendo da quel saggio, e ampliando le ricerche per valorizzare lo straordinario patrimonio librario di Casa Manzoni, con Mauro Novelli e un gruppo di studenti della Sapienza, abbiamo voluto mostrare, soprattutto ai giovani, quanto fosse stato ammirato e apprezzato il romanzo dai più grandi intellettuali europei del tempo. La prima versione della mostra, allestita a Casa Manzoni nel gennaio 2016, ha documentato la fortuna europea e negli USA; ora, con la collaborazione delle colleghe Elda Garetto e Clara Bulfoni del Dipartimento di Mediazione dell’Università Statale di Milano e della Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori, abbiamo ampliato il racconto alla fortuna dei Promessi Sposi in tutto il mondo, e la mostra, attraverso il progetto Copy in Italy, viaggerà nel mondo attraverso gli Istituti Italiani di Cultura.

Come sarà possibile raggiungere con la mostra anche i giovani, più stimolati dalla comunicazione visiva e interessati alla lettura di testi on line?
La mostra Word Wide Manzoni è speciale per due ragioni. Perchè è nata da un progetto didattico, ed è quindi in grado di raccontare I Promessi Sposi ai giovani dal punto di vista dei giovani, dando una nuova immagine del romanzo attraverso uno sguardo nuovo e “straniante”, ma anche perché, sin dalla sua prima versione, è stata sviluppata anche come mostra virtuale, grazie al software MOVIO messo a disposizione dal MIBACT. I contenuti della Mostra sono infatti disponibili on line, all’indirizzo http://movio.beniculturali.it/dsglism/ipromessisposiineuropaeinusa/ e possono essere visualizzati – in italiano e in traduzione inglese – da qualsiasi smartphone, tablet, computer, come una guida digitale che accompagna il visitatore attraverso la mostra reale: un modo per arrivare ai giovani di tutto il mondo, anche attraverso le nuove tecnologie.

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Si può definire Manzoni – che per noi è l’autore «nazionale» per antonomasia – un autore di respiro mondiale? Qual è stata la sua influenza presso gli scrittori a lui contemporanei?
Fino al Seicento la letteratura Italiana è stata “europea”, riconosciuta e imitata a livello europeo. Ma anche a metà Settecento, la fama della Milano dei Verri e di Beccaria, da cui scaturisce il romanzo manzoniano, era una fama europea. I Promessi Sposi del 1827 è stato il libro italiano più letto e tradotto al tempo, e ha influenzato i grandi romanzieri dell’Ottocento italiano, come Ippolito Nievo, e – come la Mostra testimonia – dell’Ottocento europeo, da Mary Shelley a Goethe, da Dickens a George Eliot, e anche extraeuropeo, come mostra il successo negli USA e in Russia. Inoltre, i temi di cui tratta il romanzo: le disuguaglianze sociali, la responsabilità di ogni uomo verso le ingiustizie, l’importanza della cultura, intesa come ricerca del “vero”, sono temi universali, che parlano ai lettori di tutto il mondo e che rendono questo romanzo davvero ancora molto attuale.

 Ci anticipa qualche curiosità in cui si imbatteranno i visitatori della mostra?
La Mostra è ricca di storie particolari, legate prima di tutto alla fama dell’uomo Manzoni: un intellettuale conosciuto in tutta Europa, e che i grandi traduttori, ad esempio russi – come Žukovskij, il precettore del futuro zar Alessandro II – non potevano non andare a visitare nei loro viaggi europei. Ma anche aneddoti curiosi, come la “gara” che fecero in Germania, stimolati da Goethe, i primi traduttori, l’uno all’insaputa dell’altro, o i tagli delle versioni spagnole dei passi “politici” sull’occupazione militare, o quelli relativi ai personaggi come don Abbondio o Geltrude, considerati poco “ortodossi”, o infine il grande successo delle recenti versioni in Cina, dove Manzoni è considerato “il più grande scrittore dopo Dante e Ariosto”.

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14 novembre 2016

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